Il progetto

Il progetto AMBULATORIO SOLIDALE PAOLO SIMONE – MAUNDODE’ – STUDIO MEDICO intende creare una struttura a carattere sanitario che sia in grado di rispondere alle necessità di cure mediche di coloro che non ne possono usufruire per cause economiche o sociali.

Presso lo Studio Medico esercitano a titolo volontario medici di medicina generale e specialisti che svolgono procedure diagnostiche e terapeutiche non invasive, non di particolare complessità o che comportano un rischio per la sicurezza del paziente (ai sensi del comma 4 Art. 7 della Legge Regionale n.21 del 30 settembre 2016).

Tra queste attività è ricompresa la prescrizione e/o somministrazione ed eventuale erogazione gratuita di farmaci. Il personale medico è affiancato da personale infermieristico nello svolgimento delle suddette attività.

ANALISI DEL CONTESTO ed ESPOSIZIONE DEL PROBLEMA

In Italia il diritto alla salute, costituzionalmente tutelato, negli ultimi anni si sta dissolvendo sotto i colpi della spending review e di altre grandi criticità. Questa situazione dopo aver colpito primariamente i soggetti che non hanno diritto all’assistenza sanitaria (soggetti senza cittadinanza, immigrati, clochard, ecc.) in questi ultimi anni ha iniziato ad erodere anche i diritti dei cittadini italiani.

Dal rapporto ISTAT sulle condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie riferito al 2016 emerge sempre più chiaramente un aumento della diseguaglianza sociale fra le persone residenti in Italia. Nel 2016 si stima che il 30% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà̀ o esclusione sociale, registrando un peggioramento rispetto all’anno precedente quando tale quota era pari al 28,7%. Inoltre aumentano sia l’incidenza di individui a rischio di povertà̀ (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%).

Anche nel Rapporto 2016 “Donare per curare” del Banco Farmaceutico si legge che “oltre 12 milioni di italiani hanno dovuto limitare il numero di visite mediche o gli esami di accertamento per motivazione di tipo economico”. Se si considerano i 4,6 milioni di italiani in povertà assoluta (6,1 per cento delle famiglie), la spesa per le cure è di 123 euro all’anno, quando in media ogni anno le famiglie spendono 682 euro a testa per curarsi. Rispetto al totale della spesa media mensile, se in media nelle famiglie si destina il 4,4 per cento del budget domestico per curarsi, in quelle povere si scende al 2,6 per cento.

I poveri insomma vanno incontro al fenomeno di “undertreatment”, che consiste nella rinuncia agli interventi sanitari preventivi e agli approfondimenti specialistici.

Al progressivo impoverimento delle famiglie si giustappone la scarsa efficienza del Sistema Sanitario Nazionale in particolare a causa del fenomeno delle liste d’attesa.

Nello studio ISTAT su Gruppi Sociali e Welfare state è chiaro come famiglie a basso reddito italiane e straniere, persone anziane sole e giovani disoccupati abbiano crescenti difficoltà di accesso alle cure, e spesso rinuncino per motivi economici.

Secondo la stessa Agenzia Nazionale Sanitaria (AgeNaS) le liste d’attesa rappresentano un fenomeno percepito dai cittadini e dai pazienti come una forte criticità dei moderni sistemi sanitari, in quanto compromette l’accessibilità e la fruibilità delle prestazioni da erogare. L’abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie è uno degli obiettivi prioritari del SSN e l’erogazione dei servizi entro tempi appropriati, rispetto alla patologia e alle necessità di cura, rappresenta una componente strutturale dei LEA (fonte: AgeNaS).

Tuttavia, come risulta dal Rapporto PIT Salute 2016 di Cittadinanza Attiva, vi è la permanenza di un problema di liste d’attesa, annoso ed esteso omogeneamente sul territorio nazionale. I cittadini, a proposito di questo tema, segnalano spesso che le difficoltà di accesso rapido alle prestazioni sanitarie permangono anche in caso di richieste compilate con codice di urgenza. Il cittadino, in questi frangenti, non si sente tutelato, e – se può̀ permetterselo – investe tempo, energie e denaro in direzione del servizio privato, più competitivo in termini di tempistiche.

Inoltre il peso dei ticket sanitari sta rappresentando un vero e proprio impedimento all’accesso alle cure, aggravato enormemente dall’introduzione del superticket e dalle difformità territoriali che continuano a generare iniquità. Si delinea quindi uno scenario in cui il cittadino è esposto ai rischi maggiori: quelli relativi alla difficoltà o impossibilità di accesso ad un Servizio sanitario completo, efficiente, rapido, appropriato, a meno che non sia disposto a pagare l’accesso tramite attività libero-professionale intramoenia. In questo modo si crea una pericolosa e illegittima discriminazione nei confronti di chi non è in grado di sostenere economicamente tale scelta.

(Rapporto PIT Salute 2016 di Cittadinanza Attiva)

Se il fenomeno viene in parte tamponato nei territori dove sono presenti numerose strutture private convenzionate con il SSN, in altre regioni queste sono sporadiche e di certo non sufficienti a supportare le deficienze del SSN. Nelle Marche le strutture private sono orientate principalmente alla riabilitazione e alla laboratoristica. (B.U.R. n° 99 del 21/09/2017)

Anche il rapporto dell’OCSE del 2015 ha confermato un vero fenomeno di undertreatment: circa 4 milioni di italiani (il 7% circa della popolazione) non hanno la possibilità di curarsi perché la sede di cura è troppo lontana, il tempo di attesa troppo lungo od il costo troppo elevato (1). Si documenta quindi come le fasce disagiate della popolazione rinuncino agli interventi sanitari preventivi e agli approfondimenti specialistici con conseguente grave danno alla salute.

GIUSTIFICAZIONE DEL PROGETTO

Il progetto appare rilevante in quanto fornisce risposta alla domanda di salute di quella fascia di popolazione che non riesce ad accedere ai servizi sanitari pubblici: gli aventi diritto alle prestazioni erogate dall’ambulatorio sono numericamente significativi nelle fasce disagiate della popolazione italiana e straniera.

BENEFICIARI

Possono accedere alle prestazioni gratuite dello Studio Medico cittadini italiani residenti e non residenti e cittadini stranieri con e senza permesso di soggiorno, iscritti o non iscritti al SSN, tutti accomunati da condizioni di povertà e di bisogno socio-economico. L’accesso allo Studio Medico sarà selezionato individualmente dagli operatori della Fondazione Caritas attraverso il Centro di Ascolto che avrà il compito di individuare i soggetti aventi diritto sulla base delle loro condizioni di indigenza.

L’Ambulatorio Medico Solidale Paolo Simone Maundodè – Studio Medico è anche centro di riferimento sanitario per gli ospiti che risiedono all’interno del Centro di Solidarietà della Caritas di Senigallia.

OBIETTIVO GENERALE

Lo Studio Medico, nato da un’iniziativa spontanea di singoli medici e della Fondazione Caritas Senigallia ETS, intende garantire il diritto alla salute e la promozione della dignità delle fasce più deboli mettendo a disposizione delle persone e delle famiglie in difficoltà e senza reddito un servizio gratuito di assistenza medica di carattere essenziale.

Scendendo nel particolare gli obiettivi generali sono:

  • Fornire prestazioni di medicina generale (ambulatorio cosiddetto “generalista”).
  • Fornire prestazioni diagnostiche e terapeutiche non invasive quando non è possibile attendere la risposta del SSN.
  • Prescrivere e somministrare gratuitamente farmaci
  • Aiutare i beneficiari a inserirsi nei percorsi già stabiliti dal sistema sanitario nazionale nel territorio se questi sono efficienti.
  • Stimolare il Sistema Sanitario Nazionale a fornire risposte efficienti ai beneficiari.

ATTIVITÀ PREVISTE

Tutte le prestazioni sanitarie erogate dallo Studio Medico sono gratuite.

Per accedere allo Studio Medico è necessaria la valutazione preventiva del Centro di Ascolto Caritas sulla situazione di difficoltà economica e/o di indigenza della persona richiedente la prestazione sanitaria.

Sono svolte attività mediche terapeutiche non invasive e attività diagnostiche strumentali non invasive, non di particolare complessità o che comportano un rischio per la sicurezza del paziente, anche mediante elettrocardiogramma e tecniche ultrasonografiche

Qualora il medico valuti che il paziente necessita di terapia farmacologica, è prevista l’erogazione gratuita di farmaci. Se necessario la terapia viene eseguita e/o iniziata presso lo Studio Medico, consegnando al paziente il quantitativo farmacologico che si ritiene sufficiente per la prosecuzione della terapia a domicilio.

L’attività di segreteria è svolta dal personale amministrativo e infermieristico quando presente nella sede dello Studio Medico.

Lo Studio Medico svolge anche attività di coordinamento con il SSN e con gli specialisti del SSN per le prestazioni specialistiche ad elevata dotazione tecnologica e quelle in generale non erogabili dallo Studio Medico Ambulatorio Solidale Paolo Simone Maundodè.

Lo Studio Medico opera in rete con le istituzioni sanitarie pubbliche, private, sociali e del terzo settore presenti nel territorio del senigalliese.

RESPONSABILITÀ, AUTONOMIA E SOSTENIBILITÀ

Il Comitato Tecnico-Scientifico è composto da membri del Gruppo Promotore, della Fondazione Caritas Senigallia e da volontari.

Il Comitato ha dato avvio allo Studio Medico nelle sue varie fasi e ha il compito di elaborarne il programma, di organizzare le attività e di effettuare periodicamente il monitoraggio dei risultati.

Il Comitato Tecnico-Scientifico garantisce l’autonomia culturale e progettuale dello Studio Medico.

L’assemblea dei volontari che operano all’interno dello Studio Medico, iscritti su apposito elenco, viene convocata annualmente per un bilancio da parte del Comitato del lavoro svolto dallo Studio Medico, per stilare le linee programmatiche delle attività per l’anno seguente e per l’elezione dei rappresentanti nel Comitato Tecnico-Scientifico.

Responsabile legale ed amministrativo dello Studio Medico è la Fondazione Caritas Senigallia ETS. La Fondazione Caritas Senigallia assicura incondizionatamente il supporto economico (e conseguentemente la sua sostenibilità) alle attività dello Studio Medico che comunque dovranno essere congrue con i principi sovra elencati di supporto libero e gratuito al diritto alla salute. La suddetta Fondazione si occuperà anche del sostegno di tipo legale ed assicurativo dei componenti ed attori dello Studio Medico oltre alle necessità nel campo amministrativo, mettendo gratuitamente a disposizione dello Studio Medico i locali nei quali effettuare le attività.