Più guerra meno salute

Sabato 14 febbraio a Senigallia proseguiamo il nostro impegno per riflettere sull’importanza della sanità pubblica. Questa volta partiremo da scenari in cui non vi sono nemmeno i presupposti per pensare alla salute: quelli in cui imperversano bombardamenti, combattimenti, violazioni dei diritti umani. Avremo le testimonianze di Martina Paesani, volontaria di Medici senza Frontiere a Gaza, e Roberto Maccaroni, già in Afghanistan con Emergency, e con l’aiuto di Nicoletta Dentico, responsabile del programma salute globale della Society for International Development (SID), cercheremo di capire quanto sia grande l’erosione del diritto alla salute anche alle nostre latitudini. La corsa al riarmo, che è solo il preambolo della guerra dichiarata e combattuta, infatti, mina pesantemente i presupposti per garantire il diritto costituzionale alla salute, che l’Oms nel lontano 1948 ha definito come “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente assenza di malattie o infermità” e recentemente ridefinito introducendo il concetto più dinamico di “adattamento di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive”. Come è possibile adattarsi alle sfide sociali quando è in gioco la vita stessa? E che conseguenze avranno le scelte politiche con cui si sottraggono finanziamenti ai servizi, in primis sanità e istruzione, a favore del riarmo?

Contiamo sulla partecipazione di molti, per discuterne insieme sabato 14 febbraio alle 17:30 all’Auditorium San Rocco in piazza Garibaldi a Senigallia.